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ARTICOLO APPARSO SU "IL SOLE 24 ORE" IL 10/08/2002 (pag. 9)

LE BANCHE RILANCIANO IL "BALLO DEL MATTONE"

 


Si danno il turno, come in un gran galà, nei valzer dei deal immobiliari, capitando, ora l'uno ora l'altro, sotto i riflettori puntati dei grandi investitori. Compagnie assicurative e banche sembrano fare a gara nel processo di "valorizzazione" dei primi patrimoni immobiliari, contenendosi l'attenzioni le energie dei protagonisti del real estate.
Bolla o non bolla, insomma, si vuole vendere: al più presto, alle migliori condizioni.
Prima che il valore immobiliare inverta la rotta, gli asset non strumentali e non strategici vanno tramutati in cash, finché c'è la bacchetta magica di una domanda che tira.
In sordina, come sempre accade in tutte le estati che si rispettino, si stanno preparando operazioni con i fiocchi: tanto per cominciare Unicredit sta mettendo sul tavolo cinque gioielli di famiglia, proposti a tutti i nomi del real estate.
Si tratta, nel dettaglio di cinque edifici, di cui quattro a Milano e uno a Roma.
Il valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 250-300 milioni di euro, a cui andrebbero inoltre aggiunti altri asset di Unicredit, ubicati però in città secondarie: in totale, l'operazione di cessione immobiliare complessiva potrebbe valere intorno ai 400-500 milioni di euro.
Tra i pretendenti, secondo quanto risulta a Plus il Sole 24 Ore, ci sarebbero grossi nomi del real estate, come Hines, Aedes, Deutsche Bank, oltre a fondi internazionali.
Non sarebbero in lizza, invece, i vari Morgan Stanley - Pirelli Real Estate, Jp Morgan, Goldman Sachs.
Di fatto, qualche nome noto ha rinviato l'inizio delle vacanze d'agosto, visto che la binding offers vanno presentate entro il 20 settembre.
Ma non è, questa, l'unica operazione che vede una banca in prima linea nell'offerta al mercato di mattoni di pregio.
Entro la fine dell'anno anche Banca Antonveneta ha intenzione di concludere la cessione del proprio portafoglio immobiliare. Si tratta di 800 asset sparsi su tutto il territorio italiano (qualcuno azzarda valori compresi tra i 700 e i 900 milioni idi euro). Con una concentrazione particolare di palazzi di pregio - come è logico - nell'area del Nordest.
Anche su questo portafoglio stanno lavorando i maggiori esponenti del real estate, sia istituzionali sia privati. In base a quanto appreso da Plus il Sole 24 ore, un noto advisor del settore sta mettendo in piedi una cordata di imprenditori veneti di alto livello, che farebbero un'offerta congiunta, salvo poi diversi i singoli cespiti. Ma secondo altre fonti, l'istituto bancario sarebbe più orientato a valutare offerte provenienti da investitori istituzionali "di nome", perché anche nel settore immobiliare il marchio dell'acquirente ha un peso fondamentale a livello di immagine. La stagione delle cessioni bancarie non è però finita qui. In prima linea c'è BNL, con gli asset nel portafoglio del fondo pensione. Si tratta di 294mila metri quadrati, ubicati tra Torino, Milano e Roma, per un valore stimato intorno ai 350 milioni di euro. "Questo è uno dei due patrimoni di cui stiamo valutando l'acquisizione - spiega Matteo Corsini di Corsini Houses, l'advisor che ha appena portato a termine l'operazione degli immobili Unipol - . un portafoglio questo, che è interessante per un investitore istituzionale, in quanto è completamente di tipo direzionale. In parte è a reddito, in parte no".
A essere interessato all'acquisto è, in particolare, Fimi Real Estate - la società con sede a Bologna partecipa da Ibi Spa di Bologna, da Amedeo Brunello (amministratore unico Fimi) di Fincasa 44, dallo stesso Corsini e da Barbara Oneto (sempre Corsini Houses) - che effettuerebbe l'operazione con Ge Capital, alla quale spetterebbe la maggioranza del deal.
I tempi?
"Difficile dirlo - dice Corsini - , ma noi saremmo pronti. Abbiamo inviato lettera di intenti a Davide Croff all'inizio di giugno"