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ARTICOLO
ARTICOLO APPARSO SU LIBERO DEL 20/05/2003
NELLA
GIORNATA DEL CDA L'IMPRENDITORE CAPITOLINO DENUNCIA
MANOVRE PER PILOTARE LA VENDITA
CORSINI:
"750 MILIONI PER LA CIRIO"
L'immobiliarista
romano noto per aver venduto il Bottegone lancia la
sfida. E si candida a sindaco di Roma
MILANO
- Matteo Corsini non molla la presa. Nel momento in
cui il consiglio d'amministrazione della Cirio si prepara
a varare il piano di ristrutturazione del debito, l'immobiliarista
romano rilancia la sua proposta; " Il vertice della
Cirio ha il dovere di starmi a sentire e di esaminare
la mia proposta. E' di gran lunga migliore rispetto
a quella che stanno preparando".
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Matteo
Corsini ha 40 anni e due figli. E'salito alla ribalta
della cronaca essendo stato l'intermediario che ha venduto
Botteghe Oscure. Adesso comunica l'intenzione di candidarsi
a sindaco di Roma con una lista civica. "Sarò
il sindaco operaio" dice, parafrasando lo slogan
reso famoso da Silvio Berlusconi. "Trasformerò
le periferie romane" dice "diventeranno bellissime,
come quelle di Barcellona o di Parigi".
In attesa del voto al Campidoglio, che arriverà
solo fra un paio d'anni, continua a occuparsi della
Cirio e della Lazio.
Ma
perché il cda dovrebbe prendere in considerazione
il suo piano. Due mesi fa l'advisor Ubaldo Rivolsi lo
ha bocciato. Che cosa è cambiato?
"Rivolsi lo ha bocciato perché vuole pilotare
la vendita della Cirio nelle mani della Barilla".
Chi
glielo ha detto?
"Ne sono sicuro. Basta ricordare la storia degli
uomini coinvolti. Il loro passato professionale. Le
antiche alleanze".
Più
che un'accusa sembra un messaggio in codice.
"Vedrà se ho ragione. Ecco perché
mi stanno tagliando fuori. Non vogliono prendere in
considerazione la mia proposta perché rovina
i loro piani. Da mesi chiedo di vedere i conti per opter
presentare una proposta compiuta. Mi chiedo: perché
non me li fanno vedere?"
La
risposta qual è?
"Non vogliono che la Cirio finisca nelle mie mani.
Hanno copiato il mio piano di ristrutturazione, peggiorandolo".
Cerchiamo
di capire. Il uso piano esiste o non esiste? Dice di
non aver potuto vedere le carte e questo lascia pensare
che siamo ancora un po' nel vago.
"Non siamo nel vago. Mancano i dettagli ma in linea
di massima è tutto pronto".
E
qual è la sua proposta?
"Offro agli azionisti 550 milioni di euro".
Fino
a qualche settimana fa si era fermato a 500
"La Cirio è un'ottima società. Sono
disposto anche a fare qualche sacrificio pur di prenderla".
E
ai portatori delle obbligazioni che cosa propone?
"Un concordato al 20% da pagare in contante".
Vuol dire che per ogni cento lire di obbligazioni
in circolazione lei è disponibile a rimborsarne
venti. Non è molto generoso.
"Sempre meglio del piano del consiglio d'amministrazione
che propone di restituire fra il 10 e il 40% sotto forma
di azioni. Io pago in denaro contante. Loro con semplice
carta".
Quanto
costerebbe quest'operazione?
"Circa 200 milioni di euro che rappresentano circa
il 20% delle obbligazioni in circolazione".
Ricapitoliamo:
550 milioni di euro agli azionisti e altri 200 ai portatori
di obbligazioni. In totale 750milioni di euro. Ma è
sicuro che la Cirio valga tutti questi soldi?
"Assolutamente si. La Cirio è una macchina
da soldi. Ripulita dei debiti che Cagnotti ha dovuto
accendere perché non disponeva di mezzi propri,
potrà dare grandi soddisfazioni. Tanto più
che buona parte dell' investimento potrà essere
rimborsato vebdendo alcune partecipazioni non strategiche:
Bombril, oppure Del Monte Pacific".
Esattamente come propone il consiglio d'amministrazione.
"Mi hanno copiato".
Ma 750 milioni di euro dove li trova?
" In questa operazione non sono solo. Con me c'è
il fondo americano Blacksotne e la banca d'affari Kkr,
diventata famosa per la scalata alla Nabisco".
A
metà anni '80 quell'operazione fece epoca: era
stata la più grande iniziativa nella storia di
Wall Street. Tuttavia alla fine non fu un successo.
"Chi montò l'architettura fece un grandissimo
affare. A perderci furono gli altri".
di
Nino Sunseri
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