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ARTICOLO APPARSO SU "MILANO FINANZA" DEL 16 MARZO 2003


CIRIO FINANZIARIA C'E' L'IMMOBILIARISTA ROMANO DIETRO IL PASSAGGIO DI MANO DELLA QUOTA PARI ALL'8% DELLA SOCIETA' PER 6 MILIONI DI EURO. E' PROBABILE CHE L'IMPRENDITORE ABBIA COMPRATO PER CONTO DI TERZI. IL NOME BLACKSTONE IN DUE LETTERE INVIATE ALL'ADVISOR LIVOLSI & PARTNERS.

LA SCALATA DI CORSINI & C.

Prima si è fatto avanti con una manifestazione d'interesse inviata agli advisor Livolsi & Partners. Poi ha incontrato a Londra uno dei fondatori della Livolsi, Frederic Arnaud. E alla fine, non soddisfatto, ha cominciato a rastrellare, probabilmente per conto di terzi, azioni Cirio direttamente in borsa. E', questo, secondo quanto ricostruito da Milano Finanza, il retroscena del passaggio di mano dell'8,05% della Cirio finanziaria avvenuto il venerdì 14 sul mercato dei blocchi di Piazza Affari per un controvalore di 6 milioni di euro. Dietro l'acquisto del pacchetto di titoli della finanziaria di Sergio Cragnotti al prezzo di 0,209 euro per azione c'è, infatti, la mano dell'immobiliarista romano, fondatore della Corsini Houses & Real Estate. Il movimento ai blocchi ha scatenato caos venerdì pomeriggio ai vertici del gruppo alimentare. Molte sono state le ipotesi che si cono seguite. Per alcuni era stato lo stesso Cragnotti a fare, attraverso terzi, l'operazione, per altri, invece, si trattava di un gruppo industriale italiano interessato agli asset agroalimentare che il management non ha ancora messo sul mercato. Secondo altre voci ancora, era stato un colosso europeo del settore. L'ipotesi che, invece, in tarda serata si è rivelata come la più accreditata è che ad acquistare le azioni sia stato l'imprenditore che nelle scorse settimane ha dichiarato apertamente di stare mettendo in piedi una cordata per rilevare l'intero gruppo Cirio, compresi gli immobili e la Lazio, per un prezzo pari a 500 milioni di euro. "No Comment" è stata la risposta di Corsini su un suo coinvolgimento nell'operazione. Anche se poi, all'agenzia di stampa Reuters, l'imprenditore ha rivendicato un ruolo passaggio del pacchetto azionario di Cirio finanziaria. Come anticipato da MF, nella lettera inviata il 24 febbraio agli advisor di Cirio, Corsini fa il nome del fondo americano Blackstone, come partner della cordata da lui promossa. Il gruppo Usa nei giorni scorsi ha precisato di non aver avanzato alcuna offerta per Cirio, ma non ha smentito che ci siano stati contatti e incontri a Londra, come riportato da MF. L'acquisto dell'8%, secondo alcune fonti finanziarie, è solo l'inizio. Corsini, infatti, punta a una vera e propria scalata. Anche se, per entrare massicciamente nel capitale della Cirio finanziaria, dovrebbe rilevare quote da Cragnotti, il quale è ancora azionista con oltre il70%. Questo implica anche la disponibilità ad affrontare i costi di un'opa, se la partecipazione dovesse superare il 30%. Ma chi c'è dietro Corsini e perché avrebbe deciso di scalare un gruppo in grave crisi finanziaria a quando, lo scorso novembre, ha cominciato a non onorare i debiti contratti sul mercato dei capitali? Il gruppo di Corsini è specializzato nell'operare come partner per i grandi investitori che vogliono entrare nel mercato italiano. In altre parole, come mediatore. La scorsa estate l'immobiliarista ha rilevato il patrimonio di Unipol in cordata con Amedeo Brunello e il gruppo Ibi, quello che si è fuso con Fincasa dando vita ad Alerion Industries. Per il gruppo Cirio ci sono numerose manifestazioni d'interesse. Nessuno, però, prima d'ora aveva osato manifestare l'intenzione di rilevare l'intero gruppo., il che comporterebbe anche l'accollo dei circa 1.500 milioni di euro di debiti nei confronti di banche e obbligazionisti. E, soprattutto, la gestione della delicata partita con i bondholder. (riproduzione riservata)

Di Mariarosaria Marchesano