| Prima
si è fatto avanti con una manifestazione d'interesse
inviata agli advisor Livolsi & Partners. Poi ha incontrato
a Londra uno dei fondatori della Livolsi, Frederic Arnaud.
E alla fine, non soddisfatto, ha cominciato a rastrellare,
probabilmente per conto di terzi, azioni Cirio direttamente
in borsa. E', questo, secondo quanto ricostruito da Milano
Finanza, il retroscena del passaggio di mano dell'8,05%
della Cirio finanziaria avvenuto il venerdì 14
sul mercato dei blocchi di Piazza Affari per un controvalore
di 6 milioni di euro. Dietro l'acquisto del pacchetto
di titoli della finanziaria di Sergio Cragnotti al prezzo
di 0,209 euro per azione c'è, infatti, la mano
dell'immobiliarista romano, fondatore della Corsini Houses
& Real Estate. Il movimento ai blocchi ha scatenato
caos venerdì pomeriggio ai vertici del gruppo alimentare.
Molte sono state le ipotesi che si cono seguite. Per alcuni
era stato lo stesso Cragnotti a fare, attraverso terzi,
l'operazione, per altri, invece, si trattava di un gruppo
industriale italiano interessato agli asset agroalimentare
che il management non ha ancora messo sul mercato. Secondo
altre voci ancora, era stato un colosso europeo del settore.
L'ipotesi che, invece, in tarda serata si è rivelata
come la più accreditata è che ad acquistare
le azioni sia stato l'imprenditore che nelle scorse settimane
ha dichiarato apertamente di stare mettendo in piedi una
cordata per rilevare l'intero gruppo Cirio, compresi gli
immobili e la Lazio, per un prezzo pari a 500 milioni
di euro. "No Comment" è stata la risposta
di Corsini su un suo coinvolgimento nell'operazione. Anche
se poi, all'agenzia di stampa Reuters, l'imprenditore
ha rivendicato un ruolo passaggio del pacchetto azionario
di Cirio finanziaria. Come anticipato da MF, nella lettera
inviata il 24 febbraio agli advisor di Cirio, Corsini
fa il nome del fondo americano Blackstone, come partner
della cordata da lui promossa. Il gruppo Usa nei giorni
scorsi ha precisato di non aver avanzato alcuna offerta
per Cirio, ma non ha smentito che ci siano stati contatti
e incontri a Londra, come riportato da MF. L'acquisto
dell'8%, secondo alcune fonti finanziarie, è solo
l'inizio. Corsini, infatti, punta a una vera e propria
scalata. Anche se, per entrare massicciamente nel capitale
della Cirio finanziaria, dovrebbe rilevare quote da Cragnotti,
il quale è ancora azionista con oltre il70%. Questo
implica anche la disponibilità ad affrontare i
costi di un'opa, se la partecipazione dovesse superare
il 30%. Ma chi c'è dietro Corsini e perché
avrebbe deciso di scalare un gruppo in grave crisi finanziaria
a quando, lo scorso novembre, ha cominciato a non onorare
i debiti contratti sul mercato dei capitali? Il gruppo
di Corsini è specializzato nell'operare come partner
per i grandi investitori che vogliono entrare nel mercato
italiano. In altre parole, come mediatore. La scorsa estate
l'immobiliarista ha rilevato il patrimonio di Unipol in
cordata con Amedeo Brunello e il gruppo Ibi, quello che
si è fuso con Fincasa dando vita ad Alerion Industries.
Per il gruppo Cirio ci sono numerose manifestazioni d'interesse.
Nessuno, però, prima d'ora aveva osato manifestare
l'intenzione di rilevare l'intero gruppo., il che comporterebbe
anche l'accollo dei circa 1.500 milioni di euro di debiti
nei confronti di banche e obbligazionisti. E, soprattutto,
la gestione della delicata partita con i bondholder. (riproduzione
riservata)
Di
Mariarosaria Marchesano
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