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ARTICOLO APPARSO SU "MILANO FINANZA" DEL 26 NOVEMBRE 2002 - pag.5

SLITTA L'OPERAZIONE DI VENDITA DEL MATTONE TARGATO ENEL

Rallenta l'operazione di dismissione del Mattone Enel, raccolto in Enel real estate (immobili commerciali e direzionali per oltre 2,5 miliardi di euro) e in Dalmazia Trieste (controllata al 100% d Enel Re e in cui sono confluiti appartamenti, terreni, capannoni e magazzini per un valore di oltre 300milioni di euro).

E intanto si allunga la coda dei pretendenti : oltre ai fondi di private equità ( Witehall di Goldman Sachs, Peabody global real estate e American continental propreties) e a Pirelli & C. real estate, anche Jp Morgan con Fimi real estate e Corsini Houses ltd si sono detti interessati. In un primo momento si era parlato di chiudere l'operazione di cessione a ottobre. Poi Paolo Scaroni, a.d. del gruppo, ha accennato alla ricerca di una joint venture per l'attività di servizi legati agli immobili. In tutto questo scenario, un dato è certo: il mattone Enel non sarà venduto entro fine anno. Secondo quanto risulta a MF, l'appuntamento con la cessione dei due pacchetti di immobili ( Enel Re e la controllata Dalmazia Trieste) è rimandato alla prossima primavera. "Siamo in ritardo con il lavoro di censimento dei singoli cespiti", ha spiegato diretta del gruppo guidato da Paolo Scaroni. In effetti, il tema della valutazione del portafoglio immobiliare Enel real estate sembra, tuttavia, non essere ancora molto chiaro. Se è vero che il patrimonio della società (come anche quello di Dalmazia Trieste) è complesso in quanto a composizione, è anche vero che il lavoro di censimento svolto parallelamente da gruppi interessati al portafoglio stesso evidenzierebbe forti incongruenze tra reali valori degli immobili e quelli dichiarati dal menagement di Enel Re e da suoi due advisor incaricati della dismissione, Lazard e Sssb: metrature sbagliate o che non tengono conto di seminterrati o soffitti non abitabili ( ma computati nella valutazione finale) ed ex sedi di Enel oggi vuote e destinate ad uso pubblico, con seri problemi , quindi in materia di cambio di destinazione d'uso per tutti quei cespiti che non sono occupati da Enel stessa. C'è da dire, infatti, che il mattone del gruppo energetico sta attirando le attenzioni di molti investitori di rilievo ( ultimamente si è detta interessata anche Pirelli & C. real estate), anche perché molti degli immobili sono occupati dalla stessa Enel che rimarrà locataria a cessione avvenuta (attraverso un'operazione di vendita e riaffitto, meglio nota come "sale and lease back"), garantendo così un flusso di affitti sicuro. Ciò non toglie che il pacchetto rimanga difficile da valutare soprattutto per quei cespiti che sono tutt'ora vuoti. Non a caso, si era già accennato a una possibile operazione di cartolarizzazione sugli immobili che presentano maggiori elementi di criticità. Questo rallentamento dell'operazione andrà ad influire anche sul valore del patrimonio che in primavera potrebbe essere meno allettante di adesso. Un mix di elementi che potrebbe far rallentare l'interesse sul portafoglio da parte dei pretendenti stessi.

Ilaria Molinari